I passi dell’amore  – A Walk to Remember (Newsletter n.20 gennaio – febbraio 2024)

I passi dell’amore – A Walk to Remember (Newsletter n.20 gennaio – febbraio 2024)

Paese: USA (2002)  – Durata: 101 minuti – Regia: Adam Shankman

È un bel film, tratto dall’omonimo libro, ben strutturato, con avverbi usati sapientemente. Una storia dai toni relistici, che in un modo o nell’altro può ripetersi anche tra i nostri banchi di scuola, tra i nostri ragazzi.

Si tratta due giovani, Landon e Jamie, che non si sono mai parlati, sebbene si vedano tutti i giorni fin dall’asilo. Hanno un solo denominatore comune: la sofferenza. Landon per essere stato abbandonato dal padre, e Jamie per aver perso la madre e per un motivo che si trova al primo posto di una lunga di desideri, 42 per l’esattezza, quasi mai realizzati. Lui sembra un ragazzo qualunque, lei la classica bigotta d’oltre oceano. Ma non è così.

Tra molti alterchi, sciocche risate da parte dei vari personaggi, e disgustosi scherzi degli amici di Landon, bene o male i due si innamorano.

La storia finisce male… o forse no, perché l’obiettivo numero uno si avvera.

Auguro la visione a tutti noi, sia in casa sia a scuola.

Michael Dall’Agnello 

Il lavoro di squadra (Newsletter n.18 marzo – giugno 2023)

Il lavoro di squadra (Newsletter n.18 marzo – giugno 2023)

di Ezio Bosso

Proponiamo un breve estratto da un lungo servizio apparso nel 2017 su Rai Tre e dedicato a Ezio Bosso, compositore, musicista e direttore d’orchestra, scomparso due anni fa.

Nel brano egli mette in luce in modo suggestivo il collegamento tra l’orchestra e la società ideale, i cui componenti sanno ascoltarsi reciprocamente e migliorano insieme. Nell’analogia, la partitura viene accostata alla Costituzione.

Il lavoro di squadra

“L’orchestra è la società ideale, sei obbligato ad ascoltarti, ad ascoltare il tuo vicino, sei una società che si ascolta, che si migliora. Non studiamo, non proviamo le ore per essere i migliori, ma per migliorare”.

Il Colombre (Newsletter n.16 novembre – dicembre 2022)

Il Colombre (Newsletter n.16 novembre – dicembre 2022)

di Dino Buzzati

Al posto della recensione di un film, in questo numero offriamo ai nostri lettori un piccolo omaggio natalizio, la registrazione audio di uno dei racconti più significativi di Dino Buzzati,

“Il colombre” (pubblicato per la prima volta nel 1966 nella raccolta “Il colombre e altri cinquanta racconti), letto per noi da Eleonora Zoppi, insegnante di scuola media e amica del Centro Studi, a cui va il nostro grazie.

https://drive.google.com/file/d/1x-rnMPGm2wnaVfrtS-u08N8D6ZWVoVOZ/view?usp=sharing

Elena Zoppi

Chosen (Newsletter n.15 settembre – ottobre 2022)

Chosen (Newsletter n.15 settembre – ottobre 2022)

Paese: USA 2019 – 2021– Regia: Dallas Jenkins

Una serie TV, finanziata dal pubblico, su Gesù.

È un progetto, che ha l’intenzione di narrare il “vero Gesù”, quello raccontato dai Vangeli, ma si propone anche un avvicinamento ai personaggi della storia della salvezza, costruendo delle backstories significative per molti di loro. È quindi una storia fortemente plurale.

The Chosen si ferma molto a lungo sugli amici di Gesù. Sono visti da vicino e in modo intimo. Ciò ci consente di metterci al loro posto e di ritrovarci in più di un personaggio! C’è un momento che fa da faro su tutta la serie. Gesù cerca di incoraggiare Maria di Magdala dopo una “caduta”, dicendole che l’ha riscattata, ma lei Gli risponde: “Io mi fido di te, non mi fido di me!” Sarà interessante vedere come evolverà il loro rapporto…

Gesù, interpretato da Jonathan Roumie (un attore cattolico di padre egiziano), rimane comunque il protagonista: ha un calore umano, una tenerezza, e a volte un senso dell’umorismo e una gioia che lo rendono molto amabile.

Buona visione!

Michael Dall’Agnello

Coda – I segni del cuore (Newsletter n.15 settembre – ottobre 2022)

Coda – I segni del cuore (Newsletter n.15 settembre – ottobre 2022)

Paese: Francia 2021– Durata: 111 minuti – Regia: Sian Heder

Non poco è stato lo stupore per i tre premi Oscar (tra i quali il più importante: quello di miglior film) assegnati lo scorso 28 marzo alla pellicola francese CODA (acronimo di Child Od Deaf Adults, figlio di adulti sordi) I segni del cuore. Stupore perché questo bel film, nella sua semplicità, ha sbaragliato i ben più blasonati concorrenti.

Il film è il rifacimento della pellicola francese del 2014 La famiglia Belier. Una storia molto particolare. Una famiglia di pescatori del Massachussets, i Rossi, è composta di quattro persone: Frank e Jackie, i genitori; Ruby, la sorella maggiore; Leo, il fratello minore. A parte Ruby, gli altri componenti della famiglia sono sordomuti, quindi la ragazza si trova ad essere il loro tramite con il resto del mondo: sente, parla e riesce a comunicare con la lingua dei segni. Questo la rende di fondamentale importanza per la vita stessa di tutti i membri: nel lavoro sul peschereccio come negli altri contesti quotidiani.

Come tutte le adolescenti ha un grande sogno. Sta terminando la scuola e vorrebbe andare al college per coltivare la sua passione: il canto. Divisa tra l’affetto e l’aiuto che può dare alla sua famiglia, la realizzazione di questo suo grande desiderio e un amore che sboccia, Ruby deve fare delle scelte importanti, farle capire alle persone a lei più care che, però, non possono apprezzare il suo grande talento musicale.

Pur con una trama non originale e a tratti scontata, il cast è davvero superlativo: la giovane protagonista Ruby, interpretata da Emilia Jones, il padre Frank (interpretato dall’attore sordomuto Troy Kotsur, che ha visto l’Oscar come miglio attore non protagonista), la madre Jackie (interpretata dall’attrice sordomuta Marlee Matlin) e il fratello Leo (interpretato da Daniel Durant). Affiatati, convincenti e capaci di far sentire il pubblico coinvolto nella storia. Coinvolgimento che, da una parte permette di capire alcune delle difficoltà che le persone disabili possono incontrare quotidianamente, dall’altra fanno quasi sperimentare (per alcuni istanti) questo stesso disagio: la scelta registica, infatti, di far assistere ad alcune scene in assenza di audio mette gli spettatori ancora più nelle condizioni di empatizzare con i protagonisti.

Empatia che permette di percepire la bellezza della famiglia, costruita su un amore ricco di sfaccettature e sfumature (quello coniugale in tutti i suoi diversi aspetti, quello dei genitori per i figli e quello fraterno), un amore che fa da base solida e forza prorompente per affrontare ogni difficoltà.

Il film, facendo i conti con diversi elementi davvero interessanti come la disabilità, la famiglia, amicizie e amori, non è esente da difetti cui fare attenzione se utilizzato in chiave educativa.

In primo luogo, il linguaggio un po’ volgare urta un po’ la sensibilità degli spettatori.

Inoltre, come quasi ogni film francese che si rispetti, non mancano allusioni o discorsi espliciti in ambito sessuale. Se per i due giovani questa dimensione viene vissuta con un po’ di libertà (specchio della situazione attuale), si può sottolineare come dato positivo il fatto che nei genitori tutto questo ambito è espressione fisica di un amore più profondo che fa da collante per la famiglia stessa.

Queste sottolineature rendono consigliabile l’utilizzo della pellicola più con una secondaria di secondo grado che non con una di primo grado.

Don Francesco Marini